Grazie a una valanga di birdie, Samuele Pollastri si è laureato Vice Campione Italiano Under
14 sui green di Folgaria. Ma la promessa modenese è pronta per altre sfide. Il sacrificio?
“Non mi spaventa”.
Samuele, sai perché siamo qui?
“Non ne sono sicuro. Mi dai qualche indizio…”?
Sarò molto parco. L’indizio è il nome di una località turistica, molto conosciuta …
“Ah, capito”!
Fammi finire, almeno!
“Non c’è bisogno. Ti riferisci a Folgaria. E ai campionati italiani under 14”.
Era facile però.
“È stata una bella gara”.
Tutto qui? La vogliamo raccontare?
“Ti posso dire che mi sono, prima di tutto, divertito”.
Questo è importante. Ma sei arrivato secondo.
“Sì, è questo mi riempie di gioia”.
Dopo ti dirò una cosa anche io. Prima, però, raccontami di questi campionati.
“Le sensazioni della vigilia erano positive. Il campo mi piaceva e lo conoscevo bene. Finisco il
primo giro pari al par, con un bel birdie proprio sull’ultimo green, poi …”
Qualcosa mi lascia pensare a un secondo giorno non positivo.
“Esatto. Ho lasciato troppi colpi sui green, ma ero comunque lì, ancora da podio”.
Podio che hai conquistato, mi pare.
“Il terzo giorno è successo qualcosa di incredibile. Non avevo nulla da perdere e ho giocato
d’attacco sin da subito. Sai che dopo dieci buche, ero nove colpi sotto il par del campo?”
Non è vero.
“Giuro. È stato uno dei momenti più belli che abbia mai vissuto in campo”.
Poi?
“Non devo insegnare a te cosa è il golf. Ho commesso qualche errore di troppo, ma ho tenuto, e di
questo sono felice. Ho portato in club house, comunque, uno score di quattro colpi sotto il par del
campo”.
Che meraviglia. Score che ti ha permesso di arrivare secondo.
“Proprio così. Ho raggiunto l’obiettivo che avevo ad inizio giornata. Sapevo che il primo posto,
ormai, non era in discussone. Elia Secomandi partiva con ben undici colpi di distacco”.
E ha vinto, direi con merito.
“Assolutamente sì. Gli faccio davvero i complimenti perché, oltre a essere un amico, è un
grandissimo giocatore. Ma la gara, ai blocchi di partenza, era davvero apertissima. Anche i più
giovani avevano qualche chances. Il campo, se ci pensi, non è lungo e la strategia, in diverse
buche, è obbligata. Solo nei par 5 i giocatori più potenti avevano qualche vantaggio rispetto al
resto del field”.
Sai che ho avuto modo di giocare, al Golf di Folgaria, qualche giorno prima dei Campionati?
“E immagino ti sia piaciuto. E’ un vero campo di montagna: ci sono dislivelli importanti e
impegnativi, i green sono piccoli e molto veloci e il gioco corto diventa determinante. È un percorso
che non perdona gli errori e mette alla prova fisicamente. Quello che mi è piaciuto tantissimo di
questi campionati è stata anche l’organizzazione. C’erano il live scoring, le riprese video, la diretta
streaming e perfino la telecronaca. Per tre giorni ci siamo sentiti un po’ come dei professionisti ed
è stata un’esperienza davvero bellissima”.
So che vuoi ringraziare qualcuno.
“Sì. Vorrei ringraziare tutte le persone che mi accompagnano ogni giorno in questo percorso. Oltre
ovviamente ai miei genitori e ai miei nonni, un grazie speciale ai miei maestri Giovanni Dassù,
Camilla Mazzola e Gianmaria Rean Trinchero, al coach regionale Luca Martufi, a Luca Prampolini
e al responsabile dell’attività giovanile zonale Cosimo Baroni. Ringrazio anche l’allenatore
Giovanni Magni per le belle parole che mi ha detto alla fine del terzo giro”.
Sentiamo…
“No, questo è top secret”!
Non insisto.
“Ne approfitto però per ringraziare tutta la squadra del Modena Golf. Sono orgoglioso di farne parte
e sono certo che, insieme, ci toglieremo ancora tante soddisfazioni, sia a livello individuale che di
squadra”.
Pronto per la seconda parte della stagione?
“Prontissimo. Ho tantissime gare in programma e spero di fare bene. A settembre inizierò anche il
liceo scientifico e la vera sfida sarà conciliare studio, allenamenti e competizioni”.
Per esperienza, posso dirti che non è facile.
“Lo immagino. Ma sono pronto a fare qualche sacrificio”.
Bravo Samuele. Direi che abbiamo finito.
“Ma cosa dovevi dirmi prima”?
Sai che ormai più di vent’anni fa arrivai anche io secondo a un campionato pulcini?
“Non lo sapevo”!
E sai che, a distanza di tanto tempo, ricordo ancora bene alcune sensazioni provate durante
l’ultimo giorno di gara?
“Vuol dire che ho fatto qualcosa di importante”?
Vuol dire che sei stato bravo. E che questo risultato deve essere il punto di partenza per
stagioni ricche di soddisfazioni.
“Lo spero, ce la metterò davvero tutta”.
Filippo Maggi
